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Yamato Yoshin Ryu - Luglio 2010

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Meditazione, ju-jitsu e tanta serenità. E’ trascorso veloce questo nuovo periodo di studio in Giappone per Maurizio e Michele Silvestri. In un anno era questa la terza volta che padre e figlio tornavano a Kyoto e Nishinomya, le due città dove soke Kazushiro Kitada impartisce i suoi insegnamenti. Si parla di Yamato Yoshin Ryu naturalmente, di una tecnica giunta a noi praticamente integra dal 1625. Diciotto patriarchi si sono succeduti alla guida di una scuola che ha formato decine e decine di uomini di guerra. Ovvero di samurai. Lo stesso nonno di Kitada era un samurai mentre il padre, ormai decaduta la casta è stato guerriero ma dell’esercito di Hiro Hito ed ha combattuto in Birmania. Il soke ha appreso l’arte in segreto dal maestro Saburo Minaki dal quale, poi, ha avuto in makimono e l’eredità di una scuola che con il nuovo soke si è chiamata Yamato Yoshin Ryu. Yamato è il nome dell’antico Giappone e significa “ingrandire, fare grande la pace”. Chiamare una scuola di guerra in questo modo potrebbe sembrare un controsenso ma in realtà le cose non stanno in questo modo. “Perché attraverso lo Yamato Yoshin ryu – spiega soke Kitada – Si possono ottenere conoscenze che ci danno sicurezza, serenità. Certezza di vivere ma anche di morire. Dunque si esorcizza la paura che pure fa parte di noi. E quando non abbiamo paura si trovano sempre le migliori soluzioni per convivere al meglio con noi stessi e con gli altri”.

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Già, le conoscenze. Oltre ai programmi tecnici, ci sono diversi livelli di conoscenza. Non è detto che tutti possano arrivare a quelle che vengono definite tecniche segrete. “Perché non tutti sono in grado di capire e di farne il giusto uso”. E’ un po’ come dare un’arma: non tutti sono in grado o possono usarla senza rischiare di fare male o procurarsi dei danni. Già le tecniche che vengono normalmente insegnate sono molto efficaci ed essenziali. Per cui è fondamentale avere una corretta percezione di quello che si fa. Figuriamoci le altre tecniche, quelle che lo stesso Minaki definiva mortali. D’altronde il ju-jitsu è un’arte di guerra. Un’arma letale.
Al maestro Silvestri ed al figlio Michele sono stati concessi finora il Secondo livello, chuden. Sono i primi occidentali ad ottenere questo grado nello Yamato Yoshin ryu.

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Proseguono i corsi

Prosegue il percorso di studio per trenta tecnici italiani che, in novembre, avranno la possibilità di entrare nella scuola Yamato Yoshin ryu giapponese. In novembre sarà infatti in Italia una delegazione di maestri nipponici guidata da soke Kitada. L’incontro sarà strettamente riservato: non ci saranno stage pubblici o manifestazioni. Solo lezioni private alle quali potranno intervenire esclusivamente quanti sono stati selezionati durante quest’anno di corsi. Una nuova selezione di tecnici sarà effettuata nel prossimo dicembre. 

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